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Da dove arrivo, dove mi trovo oggi

Un racconto di passaggi, scelte e trasformazioni che hanno dato forma al mio percorso.

Mi chiamo Luca.

Per molto tempo ho vissuto distante da una parte profonda di me, una natura che solo negli ultimi anni ho iniziato a riconoscere, ad ascoltare e a nutrire.

La mia formazione iniziale è stata di tipo scientifico: mi sono laureato in ingegneria. Durante gli anni di studio ho però vissuto un grave incidente che mi ha costretto a fermarmi per un lungo periodo. Quel tempo di arresto, che inizialmente ho vissuto come una frattura, ha segnato un punto di svolta profondo nel mio modo di stare nella vita. Dopo la laurea ho iniziato a lavorare come ingegnere in contesti stimolanti e internazionali, ma qualcosa in me era cambiato. Con una lucidità che ancora oggi mi sorprende, ho scelto di lasciare quel percorso — che non rinnego — per seguire un interesse sempre più chiaro verso l’essere umano, le sue domande, le sue fragilità e le sue risorse. Da lì è iniziato un cammino fatto di esperienze diverse, unite da un filo comune: il desiderio di comprendere l’uomo e di esplorare modi più autentici di stare in relazione.

Ho attraversato percorsi di crescita personale, pratiche corporee e formative, fino ad approdare all’Accademia dell’Essere, dove sto completando una formazione triennale come counselor olistico, con un lavoro centrato sull’ascolto e sull’uso consapevole del respiro. Parallelamente, da alcuni anni, ho intrapreso anche un percorso di studi in psicologia, che mi ha permesso di dare struttura teorica a domande che mi accompagnavano da tempo.

Oggi mi trovo ancora in una fase di formazione. Non mi presento come professionista titolato né come qualcuno che ha risposte o soluzioni da offrire. Mi offro piuttosto come una persona disponibile all’incontro, all’ascolto e a una relazione di conoscenza reciproca. Credo che, prima di ogni ruolo o competenza, siano gli esseri umani a sostenersi tra loro. È in questo spirito che oggi mi rendo disponibile all’incontro, con rispetto, responsabilità e attenzione ai confini.




Mi metto in gioco

Con ciò che sono

Lasciando spazio a ciò che emerge

Con rispetto e responsabilità

Ciò che agisce sotto la superficie

Nel mio percorso ho scoperto quanto una parte significativa della nostra esperienza non sia immediatamente accessibile alla consapevolezza. Sotto ciò che conosciamo e raccontiamo di noi esiste un mondo di vissuti emotivi radicato nel corpo e che può influenzare il nostro modo di sentire, di reagire e di stare nelle relazioni, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Attraverso strumenti semplici e rispettosi dell’esperienza individuale, ho trovato modalità di ascolto che permettono di portare maggiore attenzione e chiarezza a queste dimensioni, favorendo l’emergere di risorse interne che talvolta rimangono inutilizzate.